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filtrazione feccia
06/04/2018

Filtrazione feccia del vino: qual è il metodo migliore per un ROI veloce?

Roy Piovesan

Responsabile tecnico


Oggi la tecnologia della filtrazione del vino ha fatto importanti passi avanti relativamente alla filtrazione della feccia. Esse permettono, infatti, di ottenere un prodotto limpido di pari qualità rispetto al metodo della decantazione. Ciò ha portato tutti i produttori a interessarsi a queste tecnologie per aumentare il volume prodotto senza perdere qualità, giungendo quindi ad un veloce ritorno sull’investimento.

 

La storia della filtrazione della feccia

Prima di presentare le ultime tecnologie, facciamo una veloce storia della filtrazione della feccia.

I primi filtri usati tradizionalmente, sono i filtri pressa, che però comportavano e comportano degli svantaggi in termini di:

  • necessità costante di un operatore;
  • difficile sanificazione;
  • necessità di smaltimento dei coadiuvanti della filtrazione;
  • necessaria integrazione a valle con altri filtri.

Il passo successivo è stato rappresentato dai filtri sottovuoto che, rispetto ai precedenti, ha ridotto l’impatto umano essendo una macchina semiautomatica.

 

Le nuove tecnologie di filtrazione della feccia

Un grande impulso è stato dato dalle tecnologie ceramiche, applicate prima nei filtri ceramici sottovuoto e nel filtro ceramico statico successivamente.

Entrambi possono lavorare in modo automatico h24, non necessitano di coadiuvanti, sono di facile sanificazione e il prodotto in uscita può andare direttamente all’imbottigliamento.

La differenza tra i due è relativa al grado di concentrazione del prodotto: per un processo ottimale essa è consigliata “alta” per il filtro rotativo e “media” per il filtro statico.