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13/07/2018

Riempimento a caldo, a freddo o in asettico: qual è la scelta migliore?

Roy Piovesan

Responsabile tecnico


Il riempimento delle bevande può avvenire in tre modi, ma quali sono i pro e i contro di ciascuno? Scopriamoli insieme.

Il riempimento a caldo è studiato per i prodotti piatti, privi di CO2, per qualsiasi PH e qualsiasi densità, come ad esempio succhi, nettari, marmellate, conserve, tè, bibite non gasate con o senza conservanti. Questo metodo, dal basso investimento iniziale, è facilmente gestibile dal cliente; si hanno però maggiori consumi energetici (vapore, raffreddamento). La durata di conservazione è paragonabile al riempimento in asettico e dà la possibilità di evitare aggiunte di stabilizzanti chimici. D’altro canto si ha un alto costo di imballaggio e una degradazione maggiore sulla qualità del prodotto.

Il riempimento a freddo prevede invece la possibilità di lavorare con prodotti contenenti CO2. È consigliato per prodotti piatti e gasati, PH bassi e qualsiasi densità, come per esempio bibite gasate, bibite prive di CO2 con l’aggiunta di conservanti. Anche questo metodo prevede un basso investimento iniziale ed una facile gestione. I consumi energetici (vapore, raffreddamento) sono bassi, così come lo è la durata di conservazione nel caso di prodotti piatti. È necessaria per questo processo l’aggiunta di stabilizzanti chimici, soprattutto su bibite piatte. I costi di imballaggio sono bassi e medio è l’impatto sulla qualità del prodotto.

Infine, si può avere il riempimento asettico, che avviene con prodotti piatti, senza CO2, con tutti i PH e qualsiasi densità, in particolare: succhi, nettari, tè, bibite senza CO2 e senza l’aggiunta di conservanti. Il costo di investimento iniziale è maggiore rispetto ai precedenti, così come più impegnativa è la gestione dell’impianto da parte del cliente. I consumi energetici sono bassi, e la durata di conservazione qui aumenta. Non sono necessarie aggiunte di stabilizzanti chimici, il costo di imballo è basso e basso è la degradazione sulla qualità del prodotto.